Contattaci: 0962 32023 - Mail: info@visitciro.it
Bastione Cannone
Scopri Cirò

 Bastione Cannone


Alla metà del Cinquecento, il borgo di Cirò si trovava già munito di nuove mura che permangono ad oggi ancora distintamente in alcune nella zona più alte del paese; l’opera di fortificazione è legata all’arrivo della famiglia Carafa, al padre Galeotto prima e al figlio Andrea poi. In particolare, i Carafa, sia per l'esigenza di difendersi dalle possibili invasioni turche, sia per la necessità di rafforzare il sistema difensivo del feudo di cui erano titolari, intervennero a Cirò, cingendo l’abitato di forti mura e baluardi.

 

Essi completarono i lavori iniziati dal precedente feudatario sul massiccio castello (di cui vi è già traccia in un'antica documentazione quattrocentesca), attorno al quale sorge oggi la cittadina. In questa cortina dotata di baluardi o “spontoni”, si aprivano quattro Porte, Porta Mavilia, la principale fra la torre pentagonale del Castello e lo Spuntone, Porta Scezzari, tra la torre normanna del Castello continuando fino al Portello, primo nucleo di Cirò dove sulla punta vi era un fortino, Porta Cacovia che delimitava la valle fino a Porta Falcone, ricollegandosi alla Porta Mavilia passando dalla zona San Cataldo fino al Bastione Cannone e poi dallo Spuntone.

Questo Spuntone, così come scrive lo storico Pugliese, "è un bastione che poggia sopra grosse e salde mura e guarda l’altro che fu poi convertito in cantina e magazzino dai successori Feudatari"; questi due baluardi, che avevano due cannoni per ciascuno, erano comunicanti grazie ad un camminamento coperto realizzato da solidissime volte, nel cui corridoio potevano posizionarsi molti soldati per difendere le mura dagli attacchi nemici.

Il Bastione Cannone ha una posizione strategica, in alto a strapiombo su una rupe, situato all’estremità est del paese: da questo baluardo era possibile avere un vasto controllo e organizzare anticipatamente un’eventuale difesa da incursioni esterne in quanto l’orizzonte visivo è molto ampio. La struttura, di recente restauro, è composta da due livelli: uno in superficie, con due piani collegati da pochi gradini e perimetrato da una merlatura, e un altro seminterrato a cui si accede grazie ad una scala, prima in pietra, ora in ferro.

Il sistema difensivo era organizzato con dei cannoni posti al livello superiore, che sporgevano tramite delle feritoie dal baluardo, collegato con il livello inferiore da una botola da cui i soldati con l’ausilio di una scala a pioli, rifornivano i soldati di armi; infatti la parte sottostante, fungeva da deposito delle artiglierie ed è costituito un unico ambiente con un grosso pilastro centrale da cui si formano delle volte a vela.